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Tratto da Wikipedia.org

Salvete Christi Vulnera è l'inno per l'Ufficio delle Lodi per la Festa del Preziosissimo sangue di Gesù che si trovava nel Breviario Romano fino a prima della riforma liturgica del Concilio Vaticano II. Ne riportiamo due versioni, la prima tratta dal Liber Usualis del 1961 e la seconda tratta dall' Antiphonale Monasticum del 1934.

Indice

Testo e traduzioni

Testo latino

Salvéte, Christi vúlnera,
Imménsi amoris pígnora
Quibus perénnes rívuli
Manant rubéntis sánguinis.

Nitóre stellas víncitis
Rosas odóre et bálsama,
Prétio lapíllos Indicos,
Mellis favos dulcédine.

Per vos patet gratíssimum
Nostris asýlum méntibus;
Non huc furor minántium
Umquam penétrat hóstium.

Quot Iesus in prætório
Flagélla nudus éxcipit!
Quot scissa pellis úndique
Stillat cruóris gúttulas!

Frontem venústam, proh dolor!
Coróna pungit spínea,
Clavi retúsa cúspide
Pedes manúsque pérforant.

Postquam sed ille trádidit
Amans volénsque spíritum,
Pectus ferítur láncea,
Geminúsque liquor éxsilit.

Ut plena sit redémptio,
Sub torculári stríngitur;
Suíque Iesus ímmemor,
Sibi nil resérvat sánguinis.

Veníte quotquot críminum
Funésta labes ínficit;
In hoc salútis bálneo
Qui se lavat, mundábitur.

Summi ad Paréntis déxteram
Sedénti habénda est grátia,
Qui nos redémit sánguine,
Sanctóque firmat Spíritu.
Amen.

Traduzione in lingua italiana

Vi salutiamo, piaghe di Cristo,
pegni d'immenso amore,
da cui rivi perenni
sgorgano di sangue vermiglio.

Nello splendor le stelle vincete,
nell'odore le rose e i balsami,
nel valore le pietre dell'India,
nella dolcezza i favi di miele.

Per voi il più dolce asilo
si schiude alle anime nostre;
dove non mai penetra
furor di minaccianti nemici.

Quanti flagelli Gesù
riceve nudo nel pretorio!
quante dalla sua pelle lacera
goccie di sangue stillano!

La bella fronte, oh dolore!
punge una corona di spine,
chiodi spuntati
mani e piedi gli forano.

Ma dopo ch'egli amante e perché volle,
ebbe reso lo spirito,
una lancia gli ferisce il costato,
e n'esce doppio rivolo.

Perché piena sia la redenzione,
è pressato sotto il torchio;
e di sé Gesù dimentico,
non si riserba goccia di sangue.

Venite, quanti la funesta
macchia di colpa deturpa;
chi in questo bagno di salute
lavasi, n'uscirà mondo.

A lui che siede alla destra
del sommo Padre devesi grazia,
a lui che ci ha redenti col sangue
e ci conferma collo Spirito Santo.
Amen.

English Translation

Hail, holy Wounds of Jesus, hail,
Sweet pledges of the saving Rood,
Whence flow the streams that never fail,
The purple streams of His dear Blood.

Brighter than brightest stars ye show,
Than sweetest rose your scent more rare,
No Indian gem may match your glow,
No honey's taste with yours compare.

Portals ye are to that dear home
Wherein our wearied souls may hide,
Whereto no angry foe can come,
The Heart of Jesus crucified.

What countless stripes our Jesus bore,
All naked left in Pilate's hall!
From His torn flesh ow red a shower
Did round His sacred person fall!

His beauteous brow, oh, shame and grief,
By the sharp thorny crown is riven;
Through hands and feet, without relief,
The cruel nails are rudely driven.

But when for our poor sakes He died,
A willing Priest by love subdued,
The soldier's lance transfixed His side,
Forth flowed the Water and the Blood.

In full atonement of our guilt,
Careless of self, the Saviour trodd
E’en till His Heart's best Blood was spiltd
The wine-press of the wrath of God.

Come, bathe you in the healing flood,
All ye who mourn, by sin opprest;
Your only hope is Jesus' Blood,
His Sacred Heart your only rest.

All praise to Him, the Eternal Son,
At God's right hand enthroned above,
Whose Blood our full redemption won,
Whose Spirit seals the gift of love.
Amen.

Spartiti musicali

Spartito gregoriano, impaginato su foglio formato A4:

600px

Spartito disponibile in formato PDF impaginato su foglio A4, Media:xxx.pdf

Video

Versione Liber Usualis (1961)

Versione tratta dal Liber Usualis a pag. 1529 - Canale YouTube Verbum Gloriae.

Codice sorgente GABC


Bibliografia

Note