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Tratto da CantualeAntonianum.org'[1]

Laeta dies è la sequenza benedettina per la festa del Padre dei monaci occidentali, san Benedetto da Norcia, patrono d'Europa. E' un testo alquanto recente, essendo apparso per la prima volta in un messale del 1506 appartenente alla Congregazione Cassinese. Descrive il santo abate paragonandolo ai grandi patriarchi dell'Antico Testamento, nuovo Abramo ricco di figli spirituali.

Ispirata dai Dialoghi di San Gregorio, questa sobria sequenza è attribuita al 6° modo, ma il bemolle costante del Tetrardus la fa sfuggire dalla banalità di parecchie sequenze in fa, spesso troppo vicine al maggiore moderno.- La sua composizione è curata, perfino raffinata, sia per il testo che per la melodia. Le rime sono regolari ed ogni terzo verso (eptasillaba) rima con la simmetria della strofa seguente. La linea melodica dell'insieme sale progressivamente verso la perorazione finale (confrontare la melodia delle strofe della prima e della terza coppia), ma una melodia identica riveste in tutta la lunghezza il terzo verso di ogni strofa, senza che questa ripetizione risulti noiosa, tanto è grande la flessibilità dell'adattamento di questa rima ostinata al contesto mobile di ogni strofa. Infine, i primi due versi (octosillabe) hanno al loro centro una cesura verbale, che coincide sempre con un gradino solido della scala modale.[2]

Indice

Testo e traduzioni

Testo latino

Laeta dies magni ducis,
dona ferens novae lucis,
hódie recólitur.

Charis datur piae menti:
corde sonet in ardénti
quidquid foris prómitur.

Hinc per callem Oriéntis
admirémur ascendéntis
Patriárchae spéciem.

Amplum semen magnae prolis
illum fecit instar solis
Abrahae persímilem,

Corvum cernis ministrántem,
hinc Elíam latitántem
specu nosce párvulo.

Elisaéus dignoscátur,
cum secúris revocátur
de torréntis álveo.

Illum Ioseph candor morum,
illum Iacob futurórum
mens effécit cónscia.

Ipse, memor suae gentis,
nos perdúcat in manéntis
semper Christi gáudia. Amen.

Traduzione conoscitiva in lingua italiana

Giorno lieto, del gran condottiero Benedetto
giorno che porta doni di nuova luce,
oggi si festeggia.

La grazia è data all’anima devota:
risuoni nel cuore ardente
quel che si esprime a parole.

Da qui contempliamo
mentre ascende al cielo per la via d’Oriente
la bellezza del Patriarca.

Seme largo di progenie
lo rese come un sole,
simile ad Abramo.

Vedi il corvo che lo serve
riconosci in lui Elia nascosto
nell'angusto speco.

Riconosci anche Eliseo
nel falcetto che riemerge
dall’alveo del torrente.

L’occhio interiore si è reso conto
che lui è Giuseppe di santi costumi,
lui è Giacobbe che vede il futuro.

E Benedetto, sempre memore dei suoi figli
ci guidi alla gioia
di Cristo che rimane in eterno. Amen.

Spartiti musicali

Spartito gregoriano, impaginato su foglio formato A4:

600px

Spartito disponibile in formato PDF impaginato su foglio A4, Media:xxx.pdf

Video

Versione tratta dal Graduale Romanum (1974), p. 871, cantata dal coro di monaci dell'abbazia di Saint-Pierre di Solesmes/Dom Jean-Claire.

Codice sorgente GABC

codice

Bibliografia

Note

  1. Cantuale Antonianum, https://www.cantualeantonianum.com/2012/07/festa-di-san-benedetto-la-sequenza.html; link visitato il 28/07/2019
  2. Tratto dal canale YouTube Solesmes Gregorianum, https://www.youtube.com/channel/UC9BYolu0sTF-NTvu3hVQpTw