Sacris solemniis (Panis Angelicus): differenze tra le versioni

Riga 54: Riga 54:


|valign=top|
|valign=top|
; '''Traduzione in lingua italiana'''
; '''Traduzione in lingua italiana'''<ref>La traduzione in italiano, mantenendo la rima, è stata effettuata da Don Giuseppe Riva.Tratto dal Manuale di Filotea di Don Giuseppe Riva.</ref>
''testo''<br />
Ai riti solenni la gloria risponda;<br />
si esterni quel gaudio che il cuore ci innonda<br />
del patto vetusto non più si favelli,<br />
sol cantisi il metro dei riti novelli;<br />
Sia nuova ogni cosa nel labbro, nel cuore,<br />
nell’opra che spieghi dell’alma il fervore.<br />
 
La notte ricordasi dell’ultima cena,<br />
lorquando con fronte tra mesta e serena,<br />
coll’azzimo pane, Dio fatto mortale<br />
mangiò co’suoi fidi l’agnello pasquale,<br />
secondo la legge già data a Israele,<br />
quand’era in Egitto suo servo fedele.<br />
 
Compiuta la cena col tipico agnello,<br />
Diè Cristo ai discepoli un Agno novello<br />
Nel divo suo corpo, che ombrato dal pane,<br />
spartito anche in fustoli intatto rimane,<br />
e ognun lo riceve sì inter, sì grazioso<br />
qual è su nel ciel Dio-Uomo glorioso.<br />
 
Diè Cristo il suo corpo qual cibo ai suoi cari,<br />
e il sacro suo Sangue lo porse del pari,<br />
qual bibita in tazza, dicendo, bevete<br />
voi tutti del vino che quivi vedete,<br />
e in mia rimembranza poi fate altrettanto<br />
piamente rimembrando tali giorni di pianto.<br />
 
Così il sacrificio si vide istituito,<br />
quel sol che all’Altissimo tornar può gradito<br />
e ai soli Presbiteri fidossi l’uffizio<br />
di poi rinnovare sì gran benefizio,<br />
perché sen giovassero i primi suoi unti,<br />
poi quanti lor fossero per fede congiunti.<br />
 
Il pane degli angioli è fatto alimento<br />
D’ogni uom che partecipa al gran Sacramento<br />
Col pane celeste la fine si assegna<br />
Ad ogni figura di Dio non più degna,<br />
stupendo prodigio! A un vil servitore<br />
sé stesso da in pascolo l’eterno Signore.<br />
 
Dio unico e Trino che umil t’adora<br />
Di ambita e perpetua tua visita onora,<br />
sicché le tue vie, battendo costante,<br />
la meta raggiunga cui sempre è anelante,<br />
e quella gran gloria in cui in ciel ti circonda<br />
su ognun de’tuoi servi sempre si effonda.<br />


|}
|}