Salve Sancta Parens (Antiphona ad Introitum): differenze tra le versioni

 
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[[Categoria:Antifone ad Introito]]
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[[Categoria:Introito]]
''Tratto da BenedettineSantaCecilia.it''<ref>http://www.benedettinesantacecilia.it/CO/SCHEDE/SS%20Madre%20di%20Dio.pdf, link utilizzato il 01/05/2020</ref>
''Tratto da BenedettineSantaCecilia.it''<ref>http://www.benedettinesantacecilia.it/CO/SCHEDE/SS%20Madre%20di%20Dio.pdf, link utilizzato il 01/05/2020</ref>


 
Il canto '''Salve Sancta Parens''' è un'antifona d'introito del "Proprium Missæ" delle Solennità della Natività della Beata Vergine Maria (8 settembre) e della Maternità di Maria (1° gennaio).


Sedulius Caecilius (o Caelius) (V sec.) è l'autore del testo di questo introito. Si tratta di due versetti tratti dal “Carmen paschale” (II, 63-64). In questo poema, composto da cinque libri, egli commenta in forma allegorica e simbolica l'antico e il nuovo testamento. Ad esempio i quattro evangelisti sono paragonati alle quattro stagioni, i dodici apostoli alle dodici ore del giorno o ai dodici mesi, le quattro braccia della croce ai quattro punti cardinali. L’antifona Salve sancta Parens esprime l'intenzione della Chiesa di porre al centro della celebrazione, accanto a Cristo, la Regina-Madre. Ci sono momenti nell'anno liturgico in cui la presenza regale di Maria nella liturgia è più latente, ma nella solennità di Maria SS. Madre di Dio è evidente e chiara. Sedulius afferma la maternità regale di Maria esaltando la puerpera che ha dato alla luce il Re. Gregorio Nazianzeno (Poem. Dogm. 18, 58) scrive che, nel presepio, Maria diede alla luce il “sovrano” del mondo intero. E “principem” è chiamato il Cristo in un altro inno composto da Sedulius: “A solis ortus cardine, / adusque terrae limitem / Christum canamus principem / natum Maria Virgine” (Hymnus 2, 1-4). La singolarità del parto verginale che pone Maria al di sopra di ogni altra creatura è ripresa da Sedulius nel Carmen Paschale 2, 68 “Sola sine exemplo placuisti femina Christo”. La festa della Ss. Madre di Dio è anche il commosso omaggio che il popolo di Dio rende a colei che ha partorito il Cristo. E, come le madri che hanno appena partorito ricevono la visita e gli auguri dei parenti e degli amici, così nella liturgia ci accostiamo alla culla del Bambino Gesù e insieme salutiamo e ci congratuliamo con la Vergine Madre. Per questo nella traduzione dell'introito abbiamo scelto invece del più consueto “Salve” l'espressione “Congratulazioni”.
Sedulius Caecilius (o Caelius) (V sec.) è l'autore del testo di questo introito. Si tratta di due versetti tratti dal “Carmen paschale” (II, 63-64). In questo poema, composto da cinque libri, egli commenta in forma allegorica e simbolica l'antico e il nuovo testamento. Ad esempio i quattro evangelisti sono paragonati alle quattro stagioni, i dodici apostoli alle dodici ore del giorno o ai dodici mesi, le quattro braccia della croce ai quattro punti cardinali. L’antifona Salve sancta Parens esprime l'intenzione della Chiesa di porre al centro della celebrazione, accanto a Cristo, la Regina-Madre. Ci sono momenti nell'anno liturgico in cui la presenza regale di Maria nella liturgia è più latente, ma nella solennità di Maria SS. Madre di Dio è evidente e chiara. Sedulius afferma la maternità regale di Maria esaltando la puerpera che ha dato alla luce il Re. Gregorio Nazianzeno (Poem. Dogm. 18, 58) scrive che, nel presepio, Maria diede alla luce il “sovrano” del mondo intero. E “principem” è chiamato il Cristo in un altro inno composto da Sedulius: “A solis ortus cardine, / adusque terrae limitem / Christum canamus principem / natum Maria Virgine” (Hymnus 2, 1-4). La singolarità del parto verginale che pone Maria al di sopra di ogni altra creatura è ripresa da Sedulius nel Carmen Paschale 2, 68 “Sola sine exemplo placuisti femina Christo”. La festa della Ss. Madre di Dio è anche il commosso omaggio che il popolo di Dio rende a colei che ha partorito il Cristo. E, come le madri che hanno appena partorito ricevono la visita e gli auguri dei parenti e degli amici, così nella liturgia ci accostiamo alla culla del Bambino Gesù e insieme salutiamo e ci congratuliamo con la Vergine Madre. Per questo nella traduzione dell'introito abbiamo scelto invece del più consueto “Salve” l'espressione “Congratulazioni”.
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Spartito gregoriano, impaginato su foglio formato A4:
Spartito gregoriano, impaginato su foglio formato A4:


[[File:xxx.png|600px]]
[[File:Salve-sancta-parens-antiphona-introitum.png|600px]]


Spartito disponibile in formato PDF impaginato su foglio A4, [[Media:xxx.pdf]]
Spartito disponibile in formato PDF impaginato su foglio A4, [[Media:Salve-sancta-parens-antiphona-introitum.pdf]]


== Video ==
== Video ==
Versione tratta dal Graduale Romanum (1961), pag. xxx, cantata dai monaci benedettini de ''Abbaye de Solesmes''.
Versione tratta dal Liber Usualis (1961), pag. 1263, cantata dai monaci benedettini de ''Abbaye de Solesmes''.


<youtube>qMKFuuBslHc</youtube>
<youtube>https://www.youtube.com/watch?v=o_up2KooWcE</youtube>


== Codice sorgente GABC ==
== Codice sorgente GABC ==
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transcriber:Andrew Hinkley-Stefano Ferri;
transcriber:Andrew Hinkley-Stefano Ferri;
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(f3) SAl(ce!fg)ve(f.) *(,) sanc(f)ta(fe) Pa(f!gwh_f)rens,(f.) (;) e(ef)ní(hhi)xa(h) pu(h)ér(h)pe(h)ra(hiHG') Re(hggfg)gem,(gf..) (:) qui(eh) cae(h)lum(hhh) ter(fe~)rám(f!hhf/gf)que(ef) re(fhhfgv_F~E~)git(fe..) (;) in(ef) saé(hh)cu(hi)la(f.) (,) sae(f!h'i)cu(hiHG')ló(hggfg)rum.(gf..) <i>T. P.</i>(::) Al(e!f'h~)le(h_g)lú(hih)ia,(hhhffe.) (,) al(fh~)le(hghf)lú(fgf___)ia.(f.) <i>Ps.</i>(::) E(e)ru(fe)ctá(eh)vit(h) cor(h) me(h)um(hg) ver(hi)bum(i) bo(hi)num:(h.) *(:) di(hf)co(fh) e(h)go(h) ó(h)pe(h')ra(i) me(hf)a(h) re(ge)gi.(fgf.) (::) <i>Ant.</i>(c+z)
(f3) SAl(ce!fg)ve(f.) *(,) sanc(f)ta(fe) Pa(f!gwh_f)rens,(f.) (;) e(ef)ní(hhi)xa(h) pu(h)ér(h)pe(h)ra(hiHG') Re(hggfg)gem,(gf..) (:) qui(eh) cae(h)lum(hhh) ter(fe~)rám(f!hhf/gf)que(ef) re(fhhfgv_F~E~)git(fe..) (;) in(ef) saé(hh)cu(hi)la(f.) (,) sae(f!h'i)cu(hiHG')ló(hggfg)rum.(gf..) (::Z)
<i>T. P.</i> Al(e!f'h~)le(h_g)lú(hih)ia,(hhhffe.) (,) al(fh~)le(hghf)lú(fgf___)ia.(f.) (::Z)
 
<i>Ps.</i> E(e)ru(fe)ctá(eh)vit(h) cor(h) me(h)um(hg) ver(hi)bum(i) bo(hi)num:(h.) *(:) di(hf)co(fh) e(h)go(h) ó(h)pe(h')ra(i) me(hf)a(h) re(ge)gi.(fgf.) (::) <i>Ant.</i>(c+Z)


Au(e)di,(fe) fì-(eh)li-(h)a,(h) et(h) vi-(h)de,(h_') (,) et(h) in(h)clì-(h)na(hg) au(hi)rem(i) tu-(hi)am,(h.) (:) et(hf) ob(fh)li-(h)vì(h)sce-(h)re(h) pò-(h)pu-(h)lum(h) tu-(h)um(h_') (,) et(h) do(h)mum(i) pa-(hf)tris(h) tu-(ge)i.(fgf) (::) <i>Ant.</i>(c+z)
Au(e)di,(fe) fì-(eh)li-(h)a,(h) et(h) vi-(h)de,(h_') (,) et(h) in(h)clì-(h)na(hg) au(hi)rem(i) tu-(hi)am,(h.) (:) et(hf) ob(fh)li-(h)vì(h)sce-(h)re(h) pò-(h)pu-(h)lum(h) tu-(h)um(h_') (,z) et(h) do(h)mum(i) pa-(hf)tris(h) tu-(ge)i.(fgf) (::) <i>Ant.</i>(c+Z)


Et(e) con(fe)cu-(eh)pì(h)scet(h) rex(h) spé-(hg)ci-(hi)em(i) tu-(hi)am,(h.) (:) quò-(hf)ni-(fh)am(h) ip(h)se(h) est(h) dò(h)mi-(h)nus(h) tu-(h)us,(h_') (,) et(h) ad-(i)ò-(hf)ra(h) e-(ge)um.(fgf) (::)<i>Ant.</i>(c+()
Et(e) con(fe)cu-(eh)pì(h)scet(h) rex(h) spé-(hg)ci-(hi)em(i) tu-(hi)am,(h.) (:) quò-(hf)ni-(fh)am(h) ip(h)se(h) est(h) dò(h)mi-(h)nus(h) tu-(h)us,(h_') (,z) et(h) ad-(i)ò-(hf)ra(h) e-(ge)um.(fgf) (::)<i>Ant.</i>(c+)
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* BenedettineSantaCecilia.it, http://www.benedettinesantacecilia.it/
* BenedettineSantaCecilia.it, http://www.benedettinesantacecilia.it/
* GregoBase project, https://gregobase.selapa.net/
* GregoBase project, https://gregobase.selapa.net/
* ''Graduale Romanum'', Libreria Editrice Vaticana 1974, pagina 403.
* ''Liber Usualis'' (1961), pag. 1263.


== Note ==
== Note ==